La ricerca grafica

Il catalogo della mostra di libri di artista Prospero's Library, Mosca 2007

La pagina di catalogo della mostra Prospero's Library che riproduce l'esemplare realizzato per l'occasione (lamina di rame incisa e cartone rivestito di tela adesiva sintetica)












I libri in unico esemplare
























Le carte











da Epigrafi






















Scheda di presentazione di Ausa e note di commento alle grafiche del volume

AUSA

di Giovanni Schiavo Campo


Volume stampato e rilegato a mano dall’autore in 30 esemplari firmati e numerati da 1 a 30

Contiene venti testi, più undici immagini - comprese quelle di prima e di quarta di copertina – originali

Testi riprodotti da fotoincisioni su lastra di zinco per un totale di 22 lastre di cui una per il titolo e una per il colophon

Immagini stampate a secco con effetto di rilievo calcografico da acqueforti incise su lastre di rame e di zinco

Carta: rosaspina
Data di edizione: luglio 2006

Commento alle immagini

Le 11 illustrazioni contenute nel volume si ispirano alla leggenda dell’origine dell’I Ching, il millenario oracolo cinese che utilizza un metodo di divinazione basato su 64 esagrammi, ciascuno composto da una combinazione di 6 linee intere ( ___ ) o spezzate ( - -). Si attribuisce la scoperta di questo procedimento a un mitico sovrano dei tempi precedenti la scrittura, Fu Hsi, che avrebbe visto uscire dallo Yuang Ho (Fiume Giallo) una tartaruga con una singolare disposizione numerica di segni sul dorso del carapace. Questi segni, corrispondenti alla serie dei primi 9 numerali (1, 2, 3…9), possono essere così ordinati:

                                                                     4 9 2

                                                                     3 5 7

                                                                     8 1 6

Sequenza che ha le proprietà di un quadrato magico. Infatti, sommando questi numeri a gruppi di 3 in qualunque ordine, verticale, orizzontale o diagonale, si ottiene per risultato sempre 15. Inoltre, 240 (15 x 16) è il totale di tutte le somme parziali, considerando tutti i possibili sensi di lettura, come segue

                                                            15 15 15 15 15
                                                            15  4    9   2  15
                                                            15  3    5   7  15
                                                            15  8    1   6  15
                                                            15 15 15 15 15

240 è anche il totale dell’insieme delle linee yang o intere dell’oracolo, mentre le 144 linee yin, spezzate, si desumono dal calcolo (troppo complesso per renderne conto in una breve nota) delle differenze.
Questa disposizione numerica è illustrata dal disegno di copertina che schematizza appunto il carapace della mitica tartaruga.
Le immagini alle pagine interne costituiscono invece un’interpretazione degli stessi numeri sotto forma però di concetti grafici. Conseguono quasi tutti dagli stessi principi di costruzione geometrica, secondo uno
schematismo riconducibile in primo luogo al quadrato.
Così per il numero 1 si tratta appunto di 3 quadrati sovrapposti in modo da suggerire l’idea di un'unica figura che ruota intorno a se stessa. Il quadrato, simbolo tradizionale della terra, ruotando genera un circolo (il cielo), arrivando così a riassumere visivamente il concetto di quadratura del cerchio, sintesi dei primi due esagrammi dell’I Ching che indicano l’uno il cielo, il secondo la terra.
La proiezione degli spigoli di ciascun quadrato su un altro cerchio più esterno consente di svilupparne una figura che è esattamente una stella a sei punte: un sigillo di Salomone.
E’ lo schema all’origine del 2, ottenuto da 5 esagoni disposti intorno a uno centrale in modo da ricavarne una combinazione di 12 elementi: quanti corrispondono alle 6 linee spezzate dell’esagramma n. 2 (la terra).
Il sigillo si presta a rappresentare il 6: il numero (o un suo sottomultiplo o multiplo) è sottinteso considerandone le punte della variante stilizzata, sul cui modello sono perciò costruiti anche il 3 e il 9.
Il 4 è ancora un quadrato, ma i cui lati risultano aperti e traslati in modo da creare due elementi contrapposti.
Il 5 nasce dalle linee di un labirinto a cinque ingressi il cui ordinamento interno determina incidentalmente un’immagine che ricorda vagamente una maschera tragica.
Il 7 combina le espressioni grafiche del 3 e del 4.
L’8 rielabora un particolare tipo di diagrammi, frutto dell’estrapolazione da parte dell’autore di indicazioni presenti nei commenti tradizionali del libro dell’I Ching, ideati all’inizio per puri scopi interpretativi come un originale sistema inteso a rendere graficamente ragione dei rispettivi spostamenti reciproci tra tutti e gli otto i trigrammi componenti i segni dell’oracolo, corrispondenti alle immagini primordiali di cielo, terra, luce, acqua, tuono, monte, vento e lago. Sono appunto questi trigrammi che, combinandosi, danno luogo ai 64 esagrammi sulla base dei punti cardinali Nord, Sud, Est, Ovest (e delle relative 4 direzioni intermedie), schema dell’ordinamento dei fenomeni su cui l’I Ching fornisce le proprie predizioni. La quarta di copertina propone un’immagine d’insieme del sistema grafico adottato.

Informazioni personali

La mia foto

Giovanni Schiavo Campo è nato nel 1960 a Milano dove vive e lavora come collaboratore indipendente di periodici e critico d’arte. Dopo il pieghevole Le mandrie del sole (Monza 1988), ha esordito in poesia con L’oro e il fuoco (All’insegna del pesce d’oro di Vanni Scheiwiller, Milano 1995), mentre tra gli sparsi riferimenti su antologie e riviste si segnalano: Annuale 2, supplemento al n. 2 di Finisterre, Riga (1993), Mondo giovani/mondo poesia, rassegna antologica del Comune di Milano a cura di Biagio Cepollaro e Giancarlo Majorino (1993), Anterem – Scritture di fine Novecento (Verona 1998). Singole poesie sono comparse in cataloghi di mostre e altre pubblicazioni in collaborazione con artisti: diversi volumetti per le edizioni Il Pulcinoelefante di Alberto Casiraghi con interventi visivi dello stesso Casiraghi, di Paolo Schiavocampo, il padre scultore, e di Lamberto Correggiari; una cartella di grafiche dello scultore Giancarlo Bulli (Persezioni, 1991); E il merlo?, poesia con relativa traduzione in francese accompagnata da un’acquaforte e acquatinta di Gino Gini (I libri del Merlo, Il Laboratorio, Nola 2005); laminette incise e altri esemplari unici d’artista della moglie Jelica Tipic’. Di rilievo teorico, l’interpretazione di un frammento di Eraclito (Che cosa non nasconde l’oracolo, Manocomete 3, dicembre 1995) e, sul piano dell’elaborazione poetica, l’intervento Segnatempo: frammenti sul segno come orientamento pubblicato negli atti del convegno Scritture e realtà – linguaggi e discipline a confronto a cura di MilanoCosa (Milano 2000). Si inseriscono in un articolato percorso teoretico, al momento noto in minima parte, condotto anche attraverso la traduzione dal greco antico: frammenti di Eraclito, Empedocle, ma in particolare Parmenide, con una versione dell’opera superstite, disponibile on line (http://cerchioazzurro.blogspot.com), e contributi saggistici, l’ultimo apparso nel 2012 all’interno di un volume collettivo (LiminaMentis). Frutto di una ricerca grafico-visiva intrapresa negli ultimi anni, improntata all’I Ching, il millenario oracolo cinese, e finalizzata alla grafica del libro è invece Ausa (2006), esperimento di autoproduzione editoriale con una ventina di testi più recenti riprodotti sia con mezzi elettronici, sia in versione realizzata con la tecnica di incisione su lastre di zinco (fotoincisione e acquaforte) in 30 copie, numerate e firmate, tirate a mano e rilegate dall’autore (www.ausapoesia.blogspot.com). L’elaborazione grafica del testo è al centro anche di Epigrafi, volume messo a punto nel 2012 al quale la rivista il Segnale ha dedicato 4 pagine sul numero 92. Ha intrapreso negli ultimi anni esperienze di  videoproduzione culminate nella realizzazione, tra il 2013 e il 2014, di 3 videopoesie su testi di Ausa e con musica del compositore Paolo Ricci (www.youtube.com: Riflesso del testo, Nel centro senza tempo e Lo spazio oltrepassa la forma). E’ tra i 7 poeti antologizzati nello speciale, a cura di Beppe Mariano, Poesia contemporanea. Ricognizioni e proposte del n. 10/2014 della rivista In limine (www.inlimine.it/ojs/index.php/in_limine/article/view/329), diretta da Fabio Pierangeli (Università di Roma Tor Vergata) e Roberto Morena (Università per stranieri di Perugia), ripubblicato come supplemento della prestigiosa rivista brasiliana Mosaico.

 

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